Puoi fidarti del tuo dentista?

Per non finire sotto le mani di qualche falso specialista, ecco alcuni consigli che possono aiutare a fare una scelta (non solo economica) sicura e conveniente.

1. Controlla che sia iscritto all’Albo Professionale

Per prima cosa occorre verificare se il dentista prescelto è iscritto all’Albo di categoria su www.fnomceo.it, sezione anagrafica. Se il nominativo non appare nell’elenco, meglio optare per un altro professionista. In seconda istanza è opportuno controllare l’appartenenza a un’associazione di categoria: ci sono varie associazioni la più rappresentativa è l’ ANDI.

2. Diffida di tempi rapidi e costi bassi

La qualità in tema denti ha un suo prezzo e bisogna diffidare di preventivi troppo bassi, che promettono tutto e subito.
Questa non soltanto per una questione monetaria: le strutture ossee e gengivali hanno tempi di guarigione che devono sottostare a ritmi biologici ben definiti che mal si adattano ai trattamenti super rapidi promessi da “certe strutture” low-cost. A questo proposito è bene sottolineare che anche la durata della “seduta” ha una sua importanza: infatti, se da una parte è vero che una bocca sana e curata necessità di controlli periodici che il più delle volte si esauriscono in poche decine di minuti, dall’altra prestazioni troppo rapide sono indice di scarsa attenzione al dettaglio.

3. Verifica l’igiene degli strumenti

Gli articoli non-critici (poltrona, vassoio, poggiatesta eccetera) devono essere disinfettati con speciali detergenti in grado di eliminare funghi e batteri già dopo 30 secondi, i principali virus (compresi epatite e Hiv) dopo un minuto e, una volta passati due minuti, anche i virus più tenaci, quali per esempio gli adenovirus.
Gli strumenti critici, invece, poiché entrano in contatto con la bocca (e quindi anche con saliva e sangue) devono subire un accurato processo di sterilizzazione.
Esso prevede una serie precisa di passaggi che partono con l’inserimento degli strumenti in una macchina che lava con acqua calda e disinfettante fino alla fase di sterilizzazione in autoclave, uno speciale macchinario che sottopone gli strumenti a una temperatura di 135°C ed a una pressione di due atmosfere in grado di distruggere tutti i germi e i batteri presenti su di essi. L’imbustamento di tutti gli strumenti avviene prima dell’inserimento nell’autoclave: gli strumenti vengono sigillati in una busta che reca impressa la data di sterilizzazione e quella di scadenza e devono essere aperti contestualmente davanti al paziente.
Se il dentista indossa gli occhiali ingrandenti (galileiani o prismatici), non è perché non ci vede, ma perché gli permettono di scovare dettagli introvabili a “occhio nudo”.

4. Fai attenzione all’ordine

L’abito non fa il monaco, tuttavia una reception in ordine con personale cortese e pronto a rispondere alle domande con competenza e precisione è sicuramente un segno positivo in quanto indica che il dentista ha investito parte delle proprie energie (anche finanziarie) per rendere sicura la permanenza in studio.
Non devono esserci odori strani o di chiuso né luci troppo forti: può essere piacevole la presenza di un sottofondo musicale, ma ciò che conta è la pulizia, che deve essere ineccepibile. Niente capelli o laniccio a terra, né cestini pieni. Vetri ben puliti e tende fresche di bucato sono un ottimo biglietto da visita.

E’ inoltre importante che alla persona venga fatta compilare la scheda anamnestica, con la storia della sua salute e lo stile di vita del paziente.

5. Vedi se usa la “diga”

E’importante che in sede di intervento, il professionista utilizzi un apparecchio, dal nome “diga di gomma”, che isola il “campo operativo” ed evita che cadano in bocca schegge o residui di materiali. “Ovviamente alle persone intolleranti al lattice e simili si applica una diga specifica latex free.


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